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Per un' Italia Liberale, Liberista, Libertaria_Costituente Liberale Nazionale
politica estera
7 febbraio 2011
RONALD REAGAN: PER NON DIMENTICARE!

A cent'anni dalla nascita, e a trent'anni dal suo primo mandato presidenziale, vogliamo ricordare Ronald Wilson REAGAN, Ronni per gli amici. La sua Presidenza avrebbe rivoluzionato, pacificamente, il mondo libero.  E noi, oggi, lo vogliamo ricodare, nel silenzio asssordante dei ns.media. Ma si sa, tutto ciò che è Liberale o conservatore, o liberal-conservatoreo, in Italia, ha poco spazio! Oggi, i Tea Prty e Ron paul con Sarah Palin proseguono la sua Rivoluzione Liberale.

E lo ricordiamo con uno splendido articolo, pubblicato su "il Gionale" di ieri.

 

Ronald Wilson Reagan (Tampico, 6 febbraio 1911 – Los Angeles, 5 giugno 2004) è stato il 40º presidente degli Stati Uniti d’America, in carica dal 1981 al 1989. Famoso per le liberalizzazioni, optò per un’economia non pianificata e per la riduzione delle tasse. In politica estera assestò il colpo finale all’Unione Sovietica. Insediatosi alla Casa Bianca nel gennaio 1981, si presentò così: «Nella crisi presente, il governo non è la soluzione al nostro problema; il governo è il problema». Nell’America statalista di Obama, la sua lezione è apprezzata dagli animatori dei Tea party e dai sempre più numerosi sostenitori di Ron Paul.

 

Buona lettura.

 

<UpL>

......................

 

Di: Carlo LOTTIERI (IBL)

 

A cent'anni dalla nascita di Ronald Reagan, e a trenta dal suo primo storico mandato, per accostare la profonda trasformazione culturale (oltre che politica) che ha interessato il mondo nel corso degli anni Ottanta è necessario richiamare l'attenzione su quella che era la situazione dell'Occidente alla fine degli anni Settanta.

Per quanti rimanevano affezionati ai valori della libertà individuale lo scenario appariva, a dir poco, deprimente. Sul piano internazionale l'impressione generale era che - nonostante le molte difficoltà economiche - l'impero sovietico stesse per espandersi sempre più. Ogni anno si assisteva a un allargamento dei suoi domini: in Asia, in America Latina, in Africa. Ma c'era qualcosa di perfino peggiore, perché era ormai evidente come lo statalismo pervadesse la società europea e quella americana in ogni loro fibra, in ragione di un crescente aumento della tassazione e della regolamentazione. Era stato proprio un presidente eletto per i repubblicani, Richard Nixon, a decretare che le logiche keynesiane basate sull'intervento pubblico avevano ormai vinto e bisognava prenderne atto.

Quando Reagan vince le elezioni presidenziali qualcosa però si spezza, soprattutto perché questo ex attore (già sindacalista su posizioni democratiche) si afferma riproponendo, in buona sostanza, quello che era stato il programma politico di Bari Goldwater, coraggioso quanto sfortunato candidato alla presidenza nel 1964 e sconfitto, in quell'occasione, da Lyndon B. Johnson.L'idea di fondo di Reagan è che bisogna rianimare l'America delle libertà, della frontiera, della libera imprenditoria e della competizione.

Non solo. Egli vince anche in virtù della sua capacità dimostrare come un programma orientato al mercato si sposi perfettamente con la difesa di valori tradizionali (a partire dalla famiglia) e con una netta riaffermazione della tradizione giudaico-cristiana.

E' chiaro che ai suoi occhi non si tratta solo di sconfiggere l'interventismo dei gruppi di pressione e dei grandi conglomerati industriali protetti, ma egualmente di far comprendere come un certo relativismo nichilista sia incompatibile con una società realmente basata sulla giustizia e sul rispetto dei diritti individuali.

Un noto giornalista americano, FrankMeyer, parlando di «fusionismo» aveva già teorizzato tale incontro tra i valori conservatori e un libertarismo portato a esaltare il mercato. Si trattava, in verità, di riscoprire la cultura che animava i Padri Fondatori e che per lungo tempo, prima del New Deal, aveva spesso orientato la vita pubblica americana.

Reagan ebbe l'intuizione di costruire su tali fondamenta il suo progetto politico.

Nei fatti, l'impatto di Reagan sulla società fu notevole e ci furono anche taluni episodi (come il famoso braccio di ferro con i controllori di volo) che fecero comprendere a tutti che si era davvero di fronte a una svolta. Non solo sul piano culturale acquistavano grande rilievo le tesi di Hayek e Friedman, di Nozick e Ayn Rand (mentre il presidente non mancava di farsi fotografare con una copia di The Freeman, un periodico libertario di lungo corso), ma talune importantiriforme - come quelle sul fisco - aprirono la strada a una crescita sostenuta e a un aumento massiccio dei posti di lavoro.

È negli anni del reaganismo che in California esplode la Silicon Valley e si pongono le premesse per la rivoluzione informatica dell'economia. Per giunta, sul piano internazionale l'America rigetta ogni complice cooperazione con il Cremlino e, grazie alla propria superiorità tecnico-scientifica, mostra a tutti come l'Urss nei fatti sia un gigante con i piedi di argilla. Il crollo del Muro, nel 1989, è in parte la diretta conseguenza di una politica estera americana che aveva ormai rotto con il passato.

Il reaganismo, non c'è dubbio, ha lasciato dietro di sé anche più di un rimpianto. Nei suoi anni alla Casa Bianca Reagan avrebbe potuto fare molto di più per ridurre la spesa pubblica, che invece è sempre aumentata, e la sua stessa politica estera non è stata priva di ombre. Ma forse è ancor più grave che un presidente così coraggioso (disse che lo Stato non era in grado di risolvere i problemi, perché era divenuto esso stesso «il» problema) abbia aperto la strada a George Bush, frenando lo slancio riformatore e favorendo il rientro nei ranghi.

È però difficile immaginare cosa sarebbe rimasto dell'Occidente, oggi, se trent'anni fa dall'America non fosse partita quella spinta verso le privatizzazioni, le liberalizzazioni e la rivalorizzazione del mercato che, in qualche modo, è stata poi fatta propria da molti altri Paesi, anche nell'Europa continentale. Ma è chiaro che - come ha mostrato pure l'ultima crisi finanziaria (con il suo intreccio di iper-regolamentazione e irresponsabilità pubblica) - quello che fu il programma di Goldwater, prima, e di Reagan, poi, rimane in larga misura un progetto da realizzarsi. È proprio questo ciò a cui pensano, in un'America piegata dallo statalismo di Obama, gli animatori dei Tea party e i sempre più numerosi sostenitori di Ron Paul. I giochi, insomma, rimangono aperti.

 

Da Il Giornale, 4 febbraio 2011


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permalink | inviato da UpL il 7/2/2011 alle 0:59 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
17 novembre 2009
IL MURO DI BERLINO, 20 ANNI DOPO. ALLA RICERCA DELLE LIBERTA'
 

Vent'anni dopo la fine della Guerra Fredda, la minaccia dei Verdi, Neri, Rossi contro l'Occidente...

politica estera
6 novembre 2008
USA/MONDO: E ORA? Qualche rifelssione sul tema.
“......siamo e saremo sempre gliStati Uniti d'America!”
 
queste sono le parole con cui il neo Mr. President Barak

 Hussein Obama, ha concluso il suo discorso della vittoria:

 è in questa frase che c'è una realtà che sembra sfuggire

a “UOLTER”and company. Infatti,oltre a non aver capito tutta

 la sinistra italiana che le elezioni le ha vinte
Barak Obama e non Walter Veltroni, è sfuggito a tutti loro

che il successo dei Democratici americani non significa la

caduta del Governo Berlusconi.
Si danno tutti da fare con dichiarazioni che inneggiano al

cambiamento,all'aria nuova, alla fine di un'era oscurantista

come quella della Presidenza Bush jr., di quanto sono bravi

e coraggiosi, civili gli americani ( ma se non ricordo male

non erano tutti profondamente anti-americani essendo gli
USA la fonte di tutti i mali?), ma qualcuno ha fatto notare

a Walter and Company che il 13-14 Aprile in Italia è successo

lo stesso epocale cambiamento? Certo le dimensioni sono

rapportate alla nostra realtà, ma in proporzione è successala

stessa cosa:gli Italiani hanno votato in massa questo Governo

consegnandogli una maggioranza che  mai nessun Governo aveva

avuto, nemmeno ai tempi d'oro della DC, hanno solennemente e

chiaramente dichiarato la fine dei partiti di estrema sinistra

e destra, votato in forma massicciaun partito territoriale

come la Lega, urlato la voglia di cambiamento consegnando

Roma ad Alemanno ( vittoria che ha sorpreso noi stessi di

centro-destra dati i numeri della vittoria e la scelta

operata,invece, per la Provincia dai medesimi elettori),

eppure sembra che da noi non sia successo niente.

Qui gli elettori sono incivili, legati al passato, rudi,

guerrafondai ect,ect,ect, eppure elezioni in Italia ed

elezioni in AMERICA, elettori qui ed elettori là, ma per la

sinistra da noi non è successo niente, sono talmente allo

sbando che devono aggraparsi ad una vittoria che non li
riguarda, si affannano a dire del sogno americano, gridano

perché a destra si mostra apprezzamento per il nuovo Mr.

President, come se fossero gli unici deputati a gioire,

come se d'ora in poi Mr. President quando dovrà parlare con

lo Stato Italia si rivolgerà al Governo ombra di “Uolter”

comese,improvvisamente, gli elettori, probabilmente anche di

sinistra, siano delegittimati, i voti non validi, come se al

Governo Berlusconi non resti altro da fare che consegnare le

dimissioni al nuovo Mr. President, che immediatamente

insidierà a Palazzo Chigi il nostro “yes,we can” nostrano.
Non si rendono conto che poco o nulla cambierà nella politica

estera americana, che al primo americano a cui spareranno,

al primo attacco terrorista, Mr. President farà quello che

gli altri Mr.President hanno fatto prima di lui: chiamerà

l'esercito, la marina, l'aereonautica e li manderà a

difendere gli interessi e i cittadini americani ovunque siano

messi in pericolo, esattamente quello che non farebbe il

Uolter, in nome della pace e del rispetto socio-cultural-

religioso, persino Clinton , altro eroe veltroniano,

bombardò Baghdad nel dicembre 1998, al solo sospetto che
Saddam stesse per riorganizzare  l'esercito! Questo non piace
ricordarlo a sinistra, i nostri non hanno ancora metabolizzato

la sconfitta, anzi sperano “nell'aiuto americano”,

per ottenere un potere che non avranno, di questo passo, per i

prossimi 10 anni almeno!
Io, invece, forse con stile molto
conservatore e non politicaly correct, sono un po'

preoccupata: avrà questo giovane Mr. President la forza

di lottare contro il terrorismo islamico, sarà pronto a fare

in modo che quella Democrazia così alta e profonda,

non sia ostaggio di nessuno? La sua campagna elettorale è

costata 600 milioni di dollari,dicono.

Da dove sono venuti? In questo momento di crisi, non bisogna

essere esperti finanziari per sapere dove e chi ha a

disposizione simili cifre.
Non è il colore della pelle che mi preoccupa,né la giovane

età, né la mancanza di esperienza di governo, ma quel

“ voglio cambiare l'America”: cambiarla come, ritornando al

passato visto che questa lo ha eletto, creando un razzismo

al contrario, lavorando sull'economia per indebitarla come

in Italia, creando un sistema sanitario come il nostro per

cui paghiamo  come in Svezia e riceviamo i servizi del Congo?

Importando i nostri sindacati a difesa dei privilegiati e mai
dei deboli?
Io so che già qualcosa è cambiata: nella Democratica e

progressista California un referendum ha stabilito che il

matrimonio può essere solo tra uomo e donna, con un chiaro

52%.
Fino a ieri era uno dei pochi Stati in cui era legale il

matrimonio tra persone dello stesso sesso: è successo a poche

ore dalla “svolta storica” e “del cambiamento epocale”:

questa aria nuova, questo cambiamento, non so perchè mi danno

da pensare. Non vorrei che cambia cambia, tutto rimanesse
com'è, anzi peggio!
Angela Ronchini
Coordinatore 
Regione Lazio
UPL Liberali nel PdL

 


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permalink | inviato da UpL il 6/11/2008 alle 15:19 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
SOCIETA'
3 settembre 2008
“Counter-Jihad Europe 2008” e “Memorial Oriana Fallaci”

ASSOCIAZIONE UNA VIA PER ORIANA
"per mantenere vive le coscienze che ha risvegliato"


 “Counter-Jihad Europe 2008” e “Memorial Oriana Fallaci”

L'associazione “Una Via per Oriana” comunica che il
“Memorial Oriana Fallaci 2008” si terrà a Firenze il 14 e 15 Settembre p.v.

La seconda edizione presenta molte novità, rispetto alla prima svoltasi il 15 Settembre 2007, iniziata con  una commemorazione presso il Cimitero Evangelico agli Allori,  proseguita con il Convegno in Ricordo di Oriana e l'assegnazione del "Premio Giornalistico Oriana Fallaci”, opera d'arte creata da Alessandro Mandruzzato in esclusiva per il Premio Oriana Fallaci; riconoscimento consegnato tra gli altri a Bat Ye'or, Daniela Santanché, Fiamma Nirestein e Magdi Cristiano Allam.

L'evento si articola in due giornate.

Domenica 14 Settembre presso il Grand Hotel Mediterraneo di Firenze,
si terrà una conferenza internazionale dal titolo Counter-Jihad Europe 2008.

Nel convegno si analizzeranno i temi dell'Appello alla Ragione, imposti dal grande scrittore all'attenzione mondiale. Oriana Fallaci ha saputo risvegliare la coscienza storica occidentale, denunciando la disgregazione della nostra civiltà e delle sue radici giudaico-cristiane, per mezzo della “islamizzazione dell'Occidente”.

Il dibattito del Counter-Jihad Europa 2008 tratterà  argomenti come:
Islamofobia e Libertà d'espressione;
Europa senza radici, crisi di valori e d'identità;
Il Trattato di Lisbona;
Boicottaggio di Durban 2.

La discussione tratterà anche argomenti di stretta attualità, quali le elezioni negli USA e i rapporti tra Russia, Iran e Venezuela. Il convegno internazionale sarà moderato e introdotto da Maria Luisa Rossi Hawkins.

Parteciperanno tra gli altri:

- Hon. Filip Dewinter, leader Vlaams Belang, founder of the organization "Cities against islamisation"
- Abdellah Mechnoune, Marocco: Organizzazione Islamica del Mondo Arabo Europeo;
- Ahmad Rafat Iran Vice dir.ADN Kronos;
- Alessandro Geraldini, autore del romanzo Fucking Osama;
- Yosef Tiles, Israele, associazione Italia-Israele;
- Patrizia Zaffagnini, ass. Libertà e Futuro;
- Giuseppe Losasso, ass. Smile again;
- Galgano Palaferri, Unione Per le Libertà e Circolo della Libertà Città di Torino  L.EINAUDI;
- Center Vigilant of Freedom, Uk;
- On. Daniela Santanché;
- Dominique Devaux UK;
- Don Roberto Tassi;
- Andrea Mancia, giornalista e responsabile community Tocqueville
- Dounia Ettaib Presidente DARI Associazione Donna Arabe d'Italia;
- Elisabeth Sabatisch Wolf Austria;
- On.Fiamma Nirestein;
- Arturo Diaconale, Direttore de L'Opinione della Libertà;
- Adriana Bolchini O.D.D.I.I. Osservatorio Del Diritto Italiano e Internazionale;
- Hon.Geert Wilders Olanda;
- On.Gianluca Pini;
- Gianluca Versace giornalista Tv Canale Italia;
- On.Isabella Bertolini;
- Khris Knowles CVF UK;
- Radu Stoenescu, Francia, Risposte Laique;
- Reinhard CVF, Svezia,
- Stop Islamisation of Europe;
- Valeria Coiante  “Il Mondo a Colori”;
- Paolo Della Sala, giornalista;
- On.Renato Farina;
- David Littman, O.N.U
- Blogger e responsabili di siti web politici.

Dopo la pausa pranzo, è previso un Omaggio ad Oriana Fallaci presso il Cimitero Evangelico agli Allori.

Dopo la cena –alle 21- il Counter-Jihad Europe 2008 continuerà con la
Conferenza
di Robert Spencer

R. Spencer risiede negli USA, è autore di saggi, monografie e centinaia di articoli sull'islam e l'occidente, tra cui il testo appena pubblicato in Italia dall'editore Lindau di Torino
Guida (politicamente scorretta) all'islam e alle crociate (ed. Lindau)
Spencer è direttore di Jihad Watch e Membro del Free Congress Foundation.

Al termine si svolgerà la Cerimonia di Consegna della Borsa di Studio Oriana Fallaci.
Saranno consegnate ai giornalisti e autori premiati tre Borse di Studio per un valore di cinquemila euro.
Le opere segnalate sono in concorso e possono essere votate fino al 10 Settembre sul sito www.unaviaxoriana.it.


Lunedi 15 Settembre si svolgerà il Memorial Oriana Fallaci 2008

- L'evento inizierà nel pomeriggio con  un Omaggio a Oriana, presso il Cimitero Evangelico agli Allori, Galluzzo Firenze.
- Il Memorial proseguirà al Grand Hotel Mediterraneo, dove alle 18.00 si terrà la conferenza:

Le Ragioni di Oriana, le ragioni dell'Occidente

Parteciperanno: on. Daniela Santanché, on. Fiamma Nirestein, on. Gianluca Pini, on. Isabella Bertolini e Robert Spencer.

Dopo cena – alle ore 21- si svolgerà la
Conferenza
di Bat Ye' or.

Bat Ye'or è conosciuta in tutto il mondo. Tra le sue opere:
*Eurabia come l'Europa è diventata anticristiana, antioccidentale, antiamericana, antisemita.
(Ed.Lindau);
*Islam and Dhimmitude; The decline of Eastern Christianity, from Jihad to Dhimmitude; The Dhimmi; Jews & Christians Under Islam.
Bat Ye'or ci parlerà del rapporto con Oriana e spiegherà agli intervenuti come l'Europa, (da lei coniata Eurabia) è diventata anticristiana, antioccidentale, antiamericana e antisemita.

Al termine avrà luogo la Cerimonia di assegnazione del
Premio giornalistico Oriana Fallaci 2008.

Cordialmente,  Armando Manocchia - Una Via per Oriana
Informazioni:
mail: unaviaxoriana@unaviaxoriana.it
sito: www.unaviaxoriana.it
telefono: 339 8704071

Sono previsti registrazione, servizio di security, convenzione alberghiera.

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“A WAY FOR ORIANA”

ASSOCIAZIONE UNA VIA PER ORIANA
"Per mantenere vive le coscienze che ha risvegliato"


 “Counter-Jihad Europe 2008” & “Memorial Oriana Fallaci”

The Association “A  WAY FOR ORIANA” informs that:
Memorial Oriana Fallaci 2008 will be held in  Florence on 14 & 15 Setptember 2008.

This second annual occasion will have a larger programme than the first, which was held on 15 September 2007 and started with a commemoration service at the Cimitero Evangelico agli Allori,  followed by a Conference in Memory of Oriana and the awarding of the journalistic prize "Premio Giornalistico Oriana Fallaci”, a work of art created by Alessandro Mandruzzato exclusively for the Premio Oriana Fallaci;

which was awarded, among others, to Bat Ye'or, Daniela Santanché, Fiamma Nirestein and Magdi Cristiano Allam.

This year this event will be for two days.

Sunday 14 September at the Grand Hotel Mediterraneo in Florence,
an  international conference will be held, entitled Counter-Jihad Europe 2008.

At the conference the theme of a Call to Reason will be discussed, as brought to the attention of the world by the great writer Oriana Fallaci  who awoke the historical western conscience, decrying the disintegration of our civilization and its Judeo-Christian roots by the “Islamisation of the West”

The debate of Counter-Jihad Europa 2008 will cover topics such as:


                           Europe without roots, crisis of values and identity;

                                   Islamophobia & Freedom of Expression;

                                                  The Lisbon Treatry;

                                                  Boycotting Durban 2.

The discussion will also cover topics of current affairs, such as the forthcoming elections in the USA and relationships between Russia, Iran and Venezuela. The international conference  will be moderated and introduced by Maria Luisa Rossi Hawkins.

Partipants: Bat Ye’or,  Robert Spencer,  Hon.Filip Dewinter,  David G.Littman,

Amb.Mario Scialoja,  Hon.Daniela Santanché,  Hon Fiamma Nirestein,

Hon.Gianluca Pini,  Hon.Isabella Berolini,  Hon.Renato Farina,  Dounia Ettaib,

Arturo Diaconale,  Ahmad Rafat,  Paolo della Sala,  Abdellah Mechnoune,

Giuseppe Losasso, Elisabeth Sabatish Wolf, Alessandro Geraldini, Yosef Tiles,

Khris Knowles,  Patrizia Zaffagnini,  Dominique Devaux,  Angela Ronchini,

Andrea Mancia,  Galgano Palaferri,  Gianluca Versace, Paolo Gattari, and other

representative of  important political Bloggers and Sities.


After the lunch break there will be a homage to Oriana Fallaci at the Cimitero Evangelico agli Allori.

After dinner – at 9.00 pm- the Counter-Jihad Europe 2008 will continue with  the
Conference of Robert Spencer
R. Spencer resides in the  USA, is an author of texts and monographs and hundreds of articles on islam and the West, amongst which the text just published in Italy

Guida (politicamente scorretta) all'islam e alle crociate (ed. Lindau)
Spencer is the director of Jihad Watch and a Member of Free Congress Foundation.

At the end of the evening will be the awarding of th  Study Bursary Oriana Fallaci.
which will be awarded to journalist and authors for a value of 5,000 euros.

 Nominations are still open and can be deposited at www.unaviaxoriana.it.


Monday 15 September will be held the Memorial Oriana Fallaci 2008

- The event will start in the afternoon with a homage at  the Cimitero Evangelico agli Allori.
- and the Memorial will continue at the  Grand Hotel Mediterraneo, where at  6.00 pm will be held the conference:

The Oriana’s reasons, the Occident reasons

Participants: On. Daniela Santanché, On. Fiamma Nirestein, On. Gianluca Pini,

On. Isabella Bertolini , Mr.Robert Spencer and  M.Bat Ye’or

Dinner at  9.00 pm- will be followed by the
Conference of  Bat Ye' or.

Bat Ye'or is known all over the world.  Among her works are:
*Eurabia how Europe has become antichristian, antiwestern, antiamerican, antisemite..


*Islam and Dhimmitude; The declain of Eastern Christianity, from Jihad to Dhimmitude;

The Dhimmi; Jews & Christians Under Islam.


Bat Ye'or will speak to us of her friendship with Oriana and will explain how Europe, (which she calls Eurabia) has become antichristian, antiwestern, antiamerican, antisemite.

To conclude the evening there will be the awarding of the journalistic prize
Premio giornalistico Oriana Fallaci 2008.

Regards,  Armando Manocchia - Una Via per Oriana
Information:
mail: unaviaxoriana@unaviaxoriana.it
website: www.unaviaxoriana.it
telephone: 0039 339 8704071

Prior booking, registration , security measures and hotel procedures will be required

SOCIETA'
30 agosto 2008
Comunicato stampa: “Counter-Jihad Europe 2008” e “Memorial Oriana Fallaci”
L’associazione “Una Via per Oriana” comunica che il “Memorial Oriana Fallaci 2008” si terrà a Firenze il 14 e 15 Settembre p.v.

La seconda edizione presenta molte novità, rispetto alla prima svoltasi il 15 Settembre 2007, iniziata con  una commemorazione presso il Cimitero Evangelico agli Allori,  proseguita con il Convegno in Ricordo di Oriana e l’assegnazione del Premio Giornalistico Oriana Fallaci”, opera d’arte creata da Alessandro Mandruzzato in esclusiva per il Premio Oriana Fallaci.

Riconoscimenti che sono stati consegnati tra gli altri a Bat Ye’Or, Daniela Santanché, Fiamma Nirestein e Magdi Cristiano Allam.

L’evento si articola in due giornate.

Domenica 14 Settembre presso il Grand Hotel Mediterraneo di Firenze,  si terrà una conferenza internazionale dal titolo Counter-Jihad Europe 2008.

Nel convegno si analizzeranno i temi dell’Appello alla Ragione, imposti dal grande scrittore all’attenzione mondiale. 

Oriana Fallaci ha saputo risvegliare la coscienza storica occidentale, denunciando la disgregazione della nostra civiltà e delle sue radici giudaico-cristiane, per mezzo della “islamizzazione dell’Occidente”.

Il dibattito del Counter-Jihad Europa 2008 tratterà  argomenti come:

Islamofobia e Libertà d’espressione;

Europa senza radici, crisi di valori e d’identità;

Il Trattato di Lisbona;

Boicottaggio di Durban II.

La discussione tratterà anche argomenti di stretta attualità, quali le elezioni negli USA e i rapporti tra Russia, Iran e Venezuela.

Il convegno internazionale sarà moderato e introdotto da Maria Luisa Rossi Hawkins.

Parteciperanno tra gli altri:

- Abdellah Mechnoune, Marocco: Organizzazione Islamica del Mondo Arabo Europeo;

- Ahmad Rafat Iran Vice dir.ADN Kronos;

- Alessandro Geraldini, autore del romanzo Fucking   Osama;

- Yosef Tiles, Israele, associazione Italia-Israele;

- Patrizia Zaffagnini, ass. Libertà e Futuro;

- Giuseppe Losasso, ass. Smile again;

- Galgano Palaferri, Unione Per le Libertà  

- Center Vigilant of Freedom, Uk;

- On. Daniela Santanché;
-
Dominique Devaux UK;
- Don Roberto Tassi;
- Andrea Mancia, giornalista e responsabile community Tocqueville

- Dounia Ettaib;

- Elisabeth Sabatisch Wolf Austria;

- On.Fiamma Nirestein;

- Arturo Diaconale, Direttore de L’Opinione della Libertà; -

- Adriana Bolchini O.D.D.I.I. Osservatorio Del Diritto Italiano e Internazionale;

- Hon.Geert Wilders Olanda;

- On.Gianluca Pini;

- Gianluca Versace giornalista Tv Canale Italia;

- On.Isabella Bertolini;

- Khris Knowles CVF UK;

- Radu Stoenescu, Francia, Risposte Laique;

- Reinhard CVF, Svezia, Stop Islamisation of Europe;

- Valeria Coiante  “Il Mondo a Colori”;

- Paolo Della Sala, giornalista;
- On.Fenato Farina;

- David Littman, O.N.U
- Blogger e responsabili di siti web politici.

     

Dopo la pausa pranzo, è previso un Omaggio ad Oriana Fallaci presso il Cimitero Evangelico agli Allori.

      Dopo la cena –alle 21- il Counter-Jihad Europe 2008 continuerà con la

Conferenza di Robert Spencer

R. Spencer risiede negli USA, è autore di saggi, monografie e centinaia di articoli sull’islam e l’occidente, tra cui il testo appena pubblicato in Italia dall’editore Lindau di Torino

Guida (politicamente scorretta) all’islam e alle crociate (Lindau)

Spencer è direttore di Jihad Watch e Membro del Free Congress Foundation

Al termine si svolgerà la Cerimonia di Consegna della Borsa di Studio Oriana Fallaci.

Saranno consegnate ai giornalisti e autori premiati tre Borse di Studio per un valore di cinquemila euro.

Le opere segnalate sono in concorso e possono essere votate fino al 10 Settembre sul sito www.unaviaxoriana.it.

 

Lunedi 15 Settembre si svolgerà il Memorial Oriana Fallaci 2008

- L’evento inizierà nel pomeriggio con  un Omaggio a Oriana, presso il Cimitero Evangelico agli Allori, Galluzzo Firenze.

- Il Memorial proseguirà al Grand Hotel Mediterraneo, dove alle 18.00 si terrà la conferenza:

Le ragioni di Oriana, le ragioni dell’Occidente

Parteciperanno: Daniela Santanché, Fiamma Nirestein, Gianluca Pini, Isabella Bertolini e Robert Spencer.

Dopo la cena –alle 21- si svolgerà la

Conferenza di Bat Ye’ Or.

Bat Ye’Or è conosciuta in tutto il mondo. Tra le sue opere: Eurabia (Lindau); Islam and Dhimmitude; The decline of Eastern Christianity, from Jihad to Dhimmitude;

The Dhimmi; Jews & Christians Under Islam.

Bat Ye’Or ci parlerà del rapporto con Oriana e spiegherà agli intervenuti come l’Europa, (da lei coniata in Eurabia) è diventata anticristiana, antioccidentale, antiamericana e antisemita

Al termine la Cerimonia di assegnazione del Premio giornalistico Oriana Fallaci 2008.

Modalità di partecipazione, dettagli e aggiornamenti sul sito web.

Cordialmente,

Armando Manocchia,
Una Via per Oriana

Informazioni:

mail: unaviaxoriana@unaviaxoriana.it                                                                                                                                                                   sito: www.unaviaxoriana.it

telefono: 339 8704071

Sono previsti registrazione, servizio di security, convenzione alberghiera.

 

Pregasi Pubblicare e diffondere!


Saluti Cordiali e Liberi

Dott. Galgano PALAFERRI

Presidente
C.d.L. Città di  Torino L.EINAUDI

e

Presidente_Coordinatore Nazionale

 Unione per le Libertà _Gente Libera per l' ITALIA LIBERA(le) 
                        L I B E R A L I   nel   P . d . L .
                               Costituente   per   il   "Popolo  della  Libertà                             
                                           www.upl.ilcannocchiale.it

"I governi diventano liberali solo quando vi sono costretti dai cittadini"

                                                                                                                  Ludwig von Mises





SOCIETA'
22 agosto 2008
Gli infiltrati islamisti dell'Occidente

Di Daniel Pipes
Philadelphia Bulletin

12 agosto 2008
http://it.danielpipes.org/article/5839

Pezzo in lingua originale inglese: The West's Islamist Infiltrators

Aafia Siddiqui, 36anni, è una donna pachistana, madre di tre figli, ex-allieva del MIT (Massachusetts Institute of Technology) e con un dottorato di ricerca in scienze neurologiche conseguito presso la Brandeis University. È accusata altresì di lavorare per conto di Al-Qaeda, e la scorsa settimana è stata incriminata a New York City di tentato omicidio di militari americani.

Il suo arresto rammenta come l'infiltrazione islamista avanzi per lo più in modo invisibile. In particolare, una quarantina di simpatizzanti od operativi di Al-Qaeda hanno cercato di infiltrarsi nelle agenzie di intelligence statunitensi.

Un simile infiltrato nella posizione giusta può causare gravi danni, spiega, Michael Sulick, un ex capo del controspionaggio della CIA: "Nella guerra al terrorismo, l'intelligence ha rimpiazzato i carri armati e i caccia della Guerra fredda come principale arma contro il nemico invisibile". Le talpe islamiste, egli arguisce, "potrebbero infliggere alla sicurezza nazionale molti più danni delle spie sovietiche", dal momento che gli Stati Uniti e l'Unione Sovietica in realtà non si sono mai affrontati sul campo di battaglia, mentre adesso "la nostra nazione è in guerra".

Qui di seguito alcuni casi americani di tentativi di infiltrazione avvenuti a partire dal 2001 e che sono stati resi pubblici:

  • L'Aeronautica militare statunitense ha licenziato Sadeq Naji Ahmed, un immigrato yemenita, quando i suoi superiori vennero a conoscenza delle sue dichiarazioni a favore di Al-Qaeda. In seguito, Ahmed è divenuto addetto al controllo dei bagagli presso il Metro Airport di Detroit che lo licenziò per aver tenuta nascosta la sua precedente espulsione dall'Aeronautica militare. L'uomo è stato condannato per false dichiarazioni e condannato a diciotto mesi di reclusione.

  • Il Dipartimento di polizia di Chicago ha licenziato Patricia Eng-Hussain a soli tre giorni dal'inizio del suo addestramento, per aver saputo che il marito della donna, Mohammad Azam Hussain, era stato arrestato poiché militante del Mohair Qaumi Movement-Haqiqi (MQM-H), un gruppo terroristico pachistano.

  • Il Dipartimento di polizia di Chicago ha licenziato altresì Arif Sulejmanovski, un addetto alla sorveglianza presso la 25a stazione di polizia dopo aver appreso che il suo nome risultava in una lista stilata dai federali di individui sospettati di terrorismo internazionale.

  • Mohammad Alavi, ingegnere presso la centrale nucleo-termoelettrica di Palo Verde, è stato arrestato al suo arrivo con un volo dall'Iran, con l'accusa di aver dato a Teheran codici di accesso informatici e software che fornivano dettagli sulle cabine di controllo e sulla disposizione dell'impianto. In seguito, l'uomo si è dichiarato colpevole di aver trasportato dei beni rubati.

  • Nada Nadim Prouty, un'immigrata libanese che ha lavorato tanto per l'FBI quanto per la CIA, si è dichiarata colpevole dei seguenti reati: di essersi procurata in modo fraudolento la cittadinanza americana; di aver avuto accesso a un sistema informatico federale per ricercare illegalmente informazioni sui suoi parenti e sull'organizzazione terroristica Hezbollah; e di aver preso parte a un complotto volto a frodare gli Stati Uniti.

  • Waheeda Tehseen, un'immigrata pachistana che ricopriva la delicata posizione di tossicologa presso l'Agenzia per la protezione ambientale, si è dichiarata colpevole di frode ed è stata espulsa dal paese. WorldNetDaily.com spiega che "l'accusa di spionaggio mossale dagli investigatori non è inverosimile, dal momento che la donna ha fornito dei documenti estremamente riservati sui rischi per la salute a causa di composti tossici e di pesticidi chimici". La Tehseen è stata anche un'esperta in parassitologia per ciò che concerne i sistemi idrici pubblici.

  • Weiss Rasool, 31anni, soprintendente di polizia nel distretto di Fairfax e immigrato afgano, si è dichiarato colpevole di aver controllato illecitamente i database della polizia, pregiudicando in tal modo almeno una indagine federale sul terrorismo.

  • Nadire P. Zenelaj, 32anni, un operatore del numero di pubblica emergenza 911, di origine albanese, è stato imputato di 232 capi gravi d'accusa di violazione informatica per delle ricerche non autorizzate nei database dello Stato di New York, che includevano almeno una persona il cui nominativo era presente nella lista dei terroristi redatta dall'FBI.

Altri tre casi sono meno chiari. La Transportation Security Administration (TSA), l'agenzia americana per la sicurezza dei trasporti aerei, ha licenziato Bassam Khalaf, 21anni, un texano di origini cristiano-palestinesi, come addetto al controllo dei bagagli aerei poiché i testi delle canzoni contenute nel suo compact disc dal titolo Terror Alert plaudono gli attacchi dell'11 settembre. Secondo lo scrittore Paul Sperry, l'agente speciale dell'FBI Gamal Abdel-Hafiz "ha mostrato un modello di comportamento filo-islamista", che potrebbe aver contribuito a prosciogliere Sami Al-Arian dalle accuse di terrorismo. Il Pentagono ha dichiarato innocente Hesham Islam, un immigrato egiziano, ex-capitano di fregata della Marina militare americana e assistente speciale del vice-ministro della Difesa, ma maggiori interrogativi rimangono in merito alla sua biografia e alle sue opinioni.

Anche altri paesi occidentali – come Australia, Canada, Israele, Paesi Bassi e Regno Unito – sono stati oggetto di tentativi d'infiltrazione. (Per ulteriori dettagli si veda la voce del mio weblog "Islamists Penetrate Western Security".)

Questi precedenti inducono a chiedersi quale catastrofe debba accadere prima che le agenzie governative, alcune delle quali hanno bandito vocaboli come "Islam" e "jihad", affrontino realmente le loro minacce interne.

Gli occidentali sono grati ad agenti musulmani come Fred Ghussin e "Kamil Pasha", figure di fondamentale importanza nella lotta al terrorismo. Detto questo, tengo fede a quanto da me asserito nel 2003: "Non si può evitare l'infelice dato di fatto che gli impiegati governativi di fede musulmana operanti nelle forze dell'ordine, nell'esercito e in campo diplomatico vengano tenuti d'occhio per verificare se abbiano legami con il terrorismo".

Argomenti correlati: Musulmani in Occidente, Terrorismo


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SOCIETA'
28 gennaio 2008
BOLOGNA INVITO alla Conferanza sul tema: "EURABIA"
  “UNA VIA X ORIANA”

BAT YE’OR, nata in Egitto e di nazionalità britannica, si è dedicata allo studio dello status delle comunità etnico-religiose nei paesi islamici, a cui ha dato un nome, «dhimmitudine », e ne ha definito i principali aspetti politici, economici, culturali. Tra le sue opere ricordiamo: The Dhimmi. Jews and Christians under Islam (1991), Les Chrétientés d’Orient entre Jihâd et Dhimmitude (1991), The Decline of Eastern Christianity under Islam (2005), Juifs et Chrétiens sous l’Islam (2005), Islam and Dhimmitude. Where Civilizations Collide (2005). Ho avuto l’onore ed il piacere di conoscerla in occasione di una conferenza  tenutasi al Parlamento Europeo a Brussels il 18 e 19 ottobre dal nome “Counterjihad”. La circostanza è stata opportuna per consegnarLe nella sede del Vlaams Parlement durante la serata di Gala del 19, il “Premio Oriana Fallaci” assegnatole al Memorial tenutosi a Firenze il 15 settembre scorso, per il suo coraggio ed il suo  impegno di studiosa e storica la cui carriera è sempre stata limitata all’accademia ed ha sempre evitato – pur condividendo il timore di molti per l’islamizzazione strisciante dell’Europa di legarsi (o essere associata suo malgrado) a qualsivoglia movimento politico. Una scelta, quella di Bat  Ye’or, che risale a tempi insospettabili e che mira a conservare l’autorevolezza, l’autonomia e l’immagine di imparzialità ‘scientifica’  che sono fondamentali per trasmettere al pubblico una visione veritiera, ma politicamente scorretta. In quella occasione, l’invito per una conferenza a Bologna, che ha accettato da subito con entusiasmo si  concretizzerà  lunedì 17 marzo alle ore 21.00 presso il Savoia Hotel Regency di Bologna. La conferenza dal titolo “Eurabia e Dhimmitudine, sarà tenuta da Bat Ye’or e Maria Giovanna Maglie.

www.unaviaxoriana.it


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ECONOMIA
29 ottobre 2007
Il ricatto del petrolio sull'Occidente e l'antisemitismo strisciante
Da: www.ragionpolitica.it

di Francesco Pugliarello -  Ottobre 2007

Perché scaricare la causa della crisi identitaria del Vecchio Continente tutta ed unicamente sugli arabi? Ci sfugge che da tempo siamo caduti in un tranello studiato a tavolino dal cartello dei Paesi produttori di petrolio che prende le mosse al tempo della costituzione dello Stato di Israele e si radica nella grande crisi economica del 1973. Abbiamo dimenticato quali valori morali ed etici siamo stati capaci di costruire e diffondere nel mondo, dal diritto alla libertà, al diritto alla vita, alla democrazia: una civiltà che ha costruito i suoi connotati facendo pure degli errori, ma trovando gli antidoti per correggerli. Questa volta però l'errore politico degli anni '70 è difficilmente sanabile; potrebbe essere esiziale per tutti, perchè ci si è imbarcati in un'avventura scaturita da un colossale ricatto. E' come se l'Occidente avesse rinunciato al potere del cuore e della mente per perseguire degli interessi comuni con la controversa «nazione islamica».

E' molto probabile che queste osservazioni siano rimbalzate nell'emiciclo del Parlamento europeo a Bruxelles il 18 e 19 ottobre, dove si è tenuto il «1° Convegno Internazionale» dal titolo significativo «anti-shari'ah». A quell'incontro - si legge sui siti web - erano presenti una folta rappresentanza di studiosi ed osservatori di una settantina di Paesi occidentali, compreso Israele, con lo scopo di creare un network di attivisti per «resistere alla crescente invasione islamica» che stranamente, o peggio, volutamente, la carta stampata ha finora ignorato. Il fatto che le testate giornalistiche abbiano taciuto l'evento getta un'ombra sulla volontà di diffondere nell'opinione pubblica verità scottanti circa l'azione politica di certi personaggi che nel tempo si sono affacciati alla Commissione europea, Prodi compreso, e pone una pesante ipoteca sul cammino di liberazione dal fondamentalismo islamico e dalla schiavitù della paura che da tempo incombono sulle nostre comunità locali. Il retroscena del ricatto subìto, con le conseguenze che sono sotto i nostri occhi, ce lo ricorda la Bat Ye'or (Giselle Littman), presente in quell'occasione, nel suo Eurabia - come l'Europa è diventata anticristiana, antioccidentale, antiamericana, antisemita, testo che ha ispirato la nostra Oriana Fallaci.

Questa signora egiziana di nazionalità inglese, ci rivela che ha utilizzato il termine Eurabia da un preciso progetto politico promosso da una rivista fondata a Parigi nel 1975, a seguito della guerra del Kippur scatenata dai Paesi del cartello arabo-musulmano contro Israele. L'ideatore del «Piano Eurabia» è Lucien Bitterlin, presidente dell'Associazione per la solidarietà franco-araba e l'esecutore e finanziatore, secondo Oriana, del Comitato Europeo di Coordinamento delle Associazioni per l'amicizia con il Mondo Arabo, una organizzazione a latere della Ce, oggi Ue. Mentre infuriava la guerra del Kippur dell'aggressore arabo impegnato ad estendere il nazionalsocialismo nasseriano sulla neo-democrazia israeliana, i rappresentanti dell'Opec riuniti a Kwait City, per ritorsione verso le democrazie occidentali che moralmente stavano sostenendo lo stato ebraico, decidono di utilizzare il petrolio come arma di pressione, riducendo le forniture e quadruplicandone il prezzo, accelerando così il progetto parigino: un ricatto inaudito in cui, per la prima volta, un paese vincitore soccombe alla coercizione dei vinti. Ad un mese da quell'intollerabile gesto, Georges Pompidou e Willy Brandt ritennero che fosse necessario ed utile promuovere una solida amicizia con quei Paesi, proponendo «petrolio in cambio di braccia da lavoro» (leggi immigrazione musulmana): un' occasione per estendere il califfato sul territorio europeo con tutte le conseguenze negative che ne sono scaturite, non ultime le informazioni riservate fornite a quei regimi totalitari. A quest'incontro ne seguirono altri con i rappresentanti della Lega Araba a Copenhagen, a Bonn, a Parigi, a Damasco, a Rabat, fino ad arrivare al prossimo che si terrà im novembre, tutte manovre tese a sancire la «svendita» dell'Europa al Cartello musulmano ed ampiamente documentate nella rivista Eurabia. Secondo la Bat Ye'or: «L'obiettivo era quello di creare una identità mediterranea pan arabo-europea che permettesse la libera circolazione di persone e merci e determinasse in modo pesante la politica verso l'immigrazione nella Comunità Europea».

Le sanatorie, l'allargamento delle quote di coloro che possono entrare in Italia, e persino gli aiuti economici e i buoni bebé agli immigrati e tanti altri benefici riservati ai musulmani come alloggi e scuole gratis per famiglie numerose, discendono da questi trattati che l'Italia prontamente adotta. Secondo gli osservatori presenti in quel Convegno, trent'anni di dialogo euro-arabo, nei fatti non hanno prodotto che dissidi e paure nelle nostre comunità. La ragione risiede principalmente nell'ingresso indiscriminato di sconosciuti alle frontiere e nelle migliaia di moschee sparse sul nostro territorio, il più delle volte dirette da capi spirituali privi di controllo e da oscuri personaggi provenienti dalle madrasse del Pakistan e dello Yemen finanziate con i petrodollari dei regimi sauditi, ma che nulla hanno a che vedere con i principi dell'Islam, né con la civiltà del mondo arabo, le cui tracce sono ancora presenti in molte regioni europee.

Francesco Pugliarello



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SOCIETA'
12 settembre 2007
BOTTE A CHI DIFENDE I VALORE DELL'OCCIDENTE. INCREDIBILE!
Quello che temevamo è puntualmente accaduto. I difensori dei valori dell' Occidente e della Libertà, gli oppositori all'islamizzazione strisciante dell'Europa, gli ultimi crociati, presi a botte a Bruxelles da chi questi valori dovrebbe difendere più di ogni altro: le autorità di quel paese, le autorità dei paesi d'Europa. Ma, purtroppo, ormai il mondo sembra essersi rovesciato. E la ragione va a chi è per la "cultura" della morte, i Bin Laden, i terroristi e le sinistre più o meno radicali conviventi. Neppure ORIANA aveva immaginato tanto.
A questi signori vogliamo semprlicemente dire di stare attenti. Non abbiamo paura, non ci fermerete, non ci fermeranno. Come a LEPANTO la nostra lotta per la Libertà non si fermerà. E saremo noi a vincere.
A BORGHEZIO (e amici) trattato come un terrorista, come chi spacca le vetrine e devasta la città, tutta la nostra solidarietà e l'invito a NON MOLLARE: perchè non sei, non siete soli.
La vostra battaglia, la nostra battaglia.

Hasta la Libertad siempre!

 
Unione per le Libertà
Circolo della Libertà di Torino Luigi EINAUDI

___________________________________


n. 215 del 2007-09-12 pagina 11

Bruxelles, botte contro la protesta anti-islam
di Alessandro M. Caprettini

Polizia scatenata per impedire la consegna alla Ue di una petizione di 10mila firme che chiede di bloccare la sharia in Europa
Tra i 154 fermati vari parlamentari, anche italiani

da Roma

Calci, pugni, arresti (anche se le autorità hanno tenuto a precisare trattarsi di «fermi»): nella capitale d’Europa un centinaio di poliziotti si sono scatenati ieri contro duecento manifestanti anti-islamici, tra cui alcuni europarlamentari come il leghista Borghezio, finito in guardina qualche ora e rilasciato dopo perquisizioni e verbali nonostante avesse notificato il suo «status» di deputato.
«Manifestazione vietata, e dunque bisognava cominciare ad arrestare», ha spiegato secco il capo della polizia Roland Van Reusel. Freddy Thielemans, sindaco socialista della capitale belga, già da giorni aveva fatto sapere che minicorteo e manifestazione del Sioe (Stop Islamisation of Europe: basta all’islamizzazione dell’Europa) non si sarebbero dovuti tenere. Scusa ufficiale: la presenza di parecchi musulmani in città che avrebbero potuto sentirsi offesi dalla protesta con la consegna di una petizione con 10mila firme che chiede alla Ue di bloccare la contaminazione e soprattutto di vietare in qualsiasi modo l’introduzione della sharia nel Vecchio continente. Ma tra la decina di sigle che avevano organizzato l’appuntamento, non a caso nel sesto anniversario dell’attentato alle torri gemelle di New York, non poche hanno deciso che si sarebbe proceduto lo stesso. Nonostante il divieto.
Così ieri mattina, a place Schumann, davanti alla sede del Consiglio e a due passi dalla commissione, si sono pian piano riuniti i danesi dei Siad, gli olandesi del No sharia here, francesi, il leghista Borghezio - armato di volantini su cui era scritto «No Eurabia» - ma anche, più numerosi, militanti del Vlaams Belang (Interesse fiammingo), guidati dai loro leader: il presidente Frank Vanhecke e il capogruppo nel parlamento belga, Filip Dewinter.
Con tutta probabilità, più che il timore di recare offesa alla comunità islamica («ma noi non ce l’abbiamo con i musulmani, quanto con l’integralismo islamico», ha protestato il danese Andres Gravers, fondatore del Sioe), a far decidere il divieto al sindaco di Bruxelles e a far muovere con molta decisione la polizia è stata proprio la presenza dei separatisti fiamminghi. Il Belgio, a tre mesi dalle elezioni - vinte dai cristiano-democratici che hanno scalzato una coalizione di sinistra - è senza governo per i dissidi esplosi tra fiamminghi e valloni del partito vincitore. E nelle Fiandre monta l’ondata separatista (il 46% degli abitanti delle Fiandre è per la secessione).
Così si è usato il pugno duro. Contro i parlamentari, coi due del Vlaams Belang finiti in manette e deferiti all’autorità giudiziaria perchè, a detta dei poliziotti, avrebbero messo le mani addosso all’autista del furgone su cui erano stati caricati. Ma anche e soprattutto contro la libertà d’espressione. «Le leggi della Ue - ha protestato l’inglese Stephen Gash, fondatore del Sioe britannico - prevedono libertà di parola e noi volevamo solo manifestare pacificamente il nostro pensiero, consegnando la petizione all’Europarlamento».
Le firme raccolte, in aula ci arriveranno: ci ha pensato il capo degli anti Ue britannici (Ukip) all’europarlamento, Batten a farsele consegnare. Niente minicorteo, invece e niente manifestazione: 154 i partecipanti fatti salire sui furgoni della polizia, identificati e trattenuti per 4-5 ore in guardina. «Non hanno ottemperato alle leggi», ha spiegato laconico il sindaco Thielemans. Che su Borghezio ha aggiunto: «La legge è la legge. Non ci sono differenze tra parlamentari belgi o italiani». Diverso il giudizio di Frattini: «Tutte le manifestazioni non violente dovrebbero essere autorizzate, tranne quelle che sostengono il nazismo». Dall’Italia, nonostante il fermo di un nostro europarlamentare, silenzio di tomba per lunghe ore. Fino a che, in serata, la Farnesina ha provveduto a diramare una nota di protesta indirizzata al governo belga.






Borghezio: «Vogliono farci tacere solo per paura degli integralisti»
di Redazione

L’europarlamentare leghista: «È scandaloso che ci abbiano impedito di contestare pacificamente chi minaccia le nostre città»

da Roma

C’è del marcio a Bruxelles? Tra i cori di protesta intonati dagli anti-integralisti ancora bloccati nella stazione di polizia, e il cellulare quasi scarico, la voce di Mario Borghezio giunge un po’ a strappi, ma i concetti sono chiari: «Che l’11 settembre, nella capitale europea, sia impedito ad alcuni europarlamentari di trattare pubblicamente il tema dell’islamizzazione e del terrorismo non mi pare affatto normale...».
Ce l’ha, l’eurodeputato leghista, non tanto e non solo per il divieto della marcia tra i palazzi delle istituzioni europee, ma con la violenza delle forze di polizia e - ancora e soprattutto - per lo stop imposto agli organizzatori della manifestazione di tenere una conferenza stampa con la quale avrebbero illustrato lo stato delle cose e i possibili antidoti. «Non hanno voluto che parlassimo. Hanno espressamente proibito uno dei capisaldi dell’Unione: la libertà di esprimere il proprio pensiero».
E come mai, secondo lei, questo atteggiamento?
«Qualcuno ha paura di inimicarsi quei Paesi che sostengono il radicalismo islamico».
Parla di «qualcuno» della Ue o delle autorità belghe?
«Voglio credere che si tratti del sindaco di Bruxelles, anche perché non mi risulta che nella Commissione ci sia chi ha chiesto di vietare la nostra manifestazione. Guardi che è stata roba da non credere, anche per me che pure ho vissuto il periodo “duro” della contestazione leghista. Mai visti poliziotti così scatenati: pronto a colpire al capo con gli scarponi il leader del Vlaams Belang e a darmi gomitate e cazzotti. Qualcuno glielo deve avere espressamente richiesto. Anche perché le assicuro che da parte nostra non c’è stata nessunissima provocazione. Siamo stati bene attenti, anzi, a che nessuno fuoriuscisse dalle righe. E invece...».
E invece?
«Ho visto gente manganellata, presa a calci, spintonata brutalmente. Siamo stati arrestati e ammanettati. Portati in guardina e lasciati soli per ore. Poi siamo stati identificati e perquisiti. Ora pare che ci lascino andare, ma ci sono troppe cose che non tornano».
Vale a dire?
«È inammissibile che si sia vietata una manifestazione pacifica. È delittuoso che si sia proibita una conferenza stampa. Siamo davanti a un caso politico che non può finire qui: come è possibile che l’Europarlamento, sempre pronto a prendere le difese di ogni minoranza e a far valere il diritto d’espressione, non tenga conto di quello che è successo oggi? Com’è possibile che non si possa manifestare contro l’integralismo islamico le cui operazioni delittuose sono note ormai a tutti?».
Senta Borghezio, lei si dipinge da agnellino, ma lo sa che il sindaco di Bruxelles ha detto che tra i partecipanti c’è chi ha usato violenza nei confronti della polizia?
«Un falso clamoroso. Sappia che tutto è avvenuto davanti a decine di telecamere e a centinaia di obiettivi fotografici. Nessuna provocazione, niente di niente. Ci sono venuti addosso e ci hanno pestato e arrestati. Hanno continuato a menare anche una volta che siamo stati messi nei furgoni».
Borghezio: come si sente di uscire da questa giornata un po’ balorda?
«Con la convinzione del valore profetico degli ultimi scritti di Oriana Fallaci. Oggi l’abbiamo visto coi nostri occhi il rischio della montante islamizzazione dell’Europa».


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SOCIETA'
4 settembre 2007
EURABIA? NON GRAZIE: MOBILITIAMOCI TUTTI!
 Cronaca e Società
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